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INDAGINE SU FALSO DOCUMENTALE E INNOVAZONE TECNOLOGICA

  • studiovromano
  • 12 minuti fa
  • Tempo di lettura: 1 min

L’indagine sul falso documentale, tradizionalmente fondata sull’analisi morfologico-dinamica della scrittura, sta vivendo una profonda evoluzione grazie all’innovazione tecnologica. Il ruolo del grafologo forense resta centrale, ma oggi si integra con strumenti avanzati che ampliano la capacità di osservazione, misurazione e verifica scientifica del dato grafico.

Le tecnologie digitali consentono acquisizioni ad alta risoluzione, ingrandimenti non invasivi e analisi comparate estremamente precise dei tratti grafici: pressione, ritmo, continuità, direzione e variabilità intra-grafica. In ambito di falso documentale, ciò permette di individuare con maggiore affidabilità fenomeni di simulazione, dissimulazione, ricalco, imitazione lenta o intervento meccanico, spesso difficilmente percepibili a occhio nudo.

Un ambito di particolare rilievo è rappresentato dalla firma elettronica e grafometrica, dove l’innovazione tecnologica non sostituisce l’analisi grafologica, ma ne richiede un’evoluzione metodologica. I parametri dinamici (velocità, accelerazione, pressione, inclinazione) diventano nuove “tracce di identità grafica”, da interpretare secondo criteri scientifici e forensi, nel rispetto dei protocolli di validazione e ripetibilità.

In questo scenario, assume importanza notevole affidarsi ad un esperto forense che sappia governare gli strumenti forniti dall'innovazione tecnologica ancorandoli ad un metodo rigoroso, trasparente e condiviso in sede giudiziaria: la tecnologia fornisce dati, ma è l’interpretazione critica e metodologicamente corretta a trasformarli in prova tecnica.

Solo attraverso un corretto approccio l’innovazione non indebolisce l’indagine grafologica sul falso documentale, bensì ne rafforza il valore probatorio.

V.R.


 
 
 

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